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Da Formia a Roma ammirando il litorale pontino

a cura di Redazioneil mercoledì, 4 novembre 2009, ore 08:11

in territorio austriaco200People@Motodays – L’itinerario da affrontare (3 ore e 30 minuti circa) è uno tra i migliori che ci siano in tutta l’Italia centrale, sia per la componente climatica sia per i variopinti e incantevoli paesaggi che si incontrano: si costeggia il mare, si scavalcano bellissime colline e si passa infine dai laghi alla città.
Si esce da Formia attraverso il lungomare della Repubblica/ss 213 e già si è nell’area del Parco Regionale Riviera di Ulisse, formato dai comuni di Formia, Gaeta, Sperlonga e Minturno. Il panorama è da subito suggestivo, e vale davvero la pena fermarsi anche solo un minuto nei pressi delle falesie di Monte Orlando (Gaeta): un po’ per la gran quantità di autovelox disseminati da qui fino a Sperlonga, un po’ perché con un po’ di fortuna si può ‘beccare’ il falco pellegrino, che nidifica da queste parti. Proseguendo lungo la costa s’incontra Sperlonga, altro paese dalle caratteristiche quasi uniche nel mondo: il borgo medievale, la collina ricca di flora mediterranea con orti ed uliveti, le torri costiere di difesa ed il porticciolo di pescatori. A Sperlonga si può visitare la grotta di Tiberio, sede di ritrovamenti di originali greci di età ellenistica (180 a.C. Circa), e godere, in vari punti della costa, di vedute che vanno dal promontorio del Circeo al Vesuvio passando per le isole pontine.
Lasciata Sperlonga, con la Flacca sotto le gomme, si prosegue fino a Terracina: sosta obbligata al tempio di Giove Anxur: altra vista mozzafiato.
Da Terracina passano la via Appia, la Pontina e la strada provinciale 87: scegliamo la terza per arrivare al Parco Nazionale del Circeo, luogo mitologico, dimora della maga ammaliatrice, il cui profilo si può ammirare ogni giorno da più di duemila anni: è il promontorio stesso!
Proseguendo, addentrandoci nella Selva del Circeo, lungo la costa incontriamo Sabaudia, la perla del Lazio: l’unico paese – oltre a San Felice Circeo – che riesce a catturare un grande numero di turisti per il mare non inquinato (15 km di spiagge dalla fine sabbia) e per il suggestivo paesaggio (spiagge orlate dalla duna costiera di origine quaternaria larga 200 metri circa, ricoperta di ginepri fenici).
Sempre sulla costa, superato il lido di Latina, giungiamo a Nettuno ed Anzio; nota soprattutto per il borgo medievale e per il baseball la prima, è anche tristemente conosciuta come la città delle buche: raramente ho riscontrato un manto stradale più malridotto quindi prestate particolare attenzione e cautela. Mia figlia di 5 anni dice che i nettunesi sanno fare bene i muri, non le strade, ed almeno per metà ha ragione; usciamo da Nettuno lungo la strada Nettuno-Velletri (SP 87/b): il paesaggio muta ed i colori predominanti variano dall’azzurro al verde e marrone: siamo nella terra dei kiwi e dell’uva pontini.
Da Velletri prendiamo la sorprendente via dei Laghi, cosiddetta perché attraversa i territori dei laghi  di Nemi e di Albano, e ci porta direttamente a Marino, nota per la festa dell’uva. In questo percorso il terreno presenta numerose occasioni di mettere alla prova la prontezza nelle risposte proprie e del proprio mezzo, quindi occhio, perché c’è molto da divertirsi. Superato Marino attraverso la provinciale 217, che s’immette poi sull’Appia, si comincia già a vedere la Capitale: passato Ciampino, infatti, s’entra nel Grande Raccordo Anulare e già qui, a seconda dell’orario, si possono assaggiare i ritmi di vita della Capitale. L’uscita Fiumicino è quella che ci porta alla nostra mèta: s’imbocca la via Magliana e, dopo ponte Galeria, ecco le luci della Fiera.


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