a cura di Redazioneil domenica, 8 novembre 2009, ore 09:11
People@Motodays – Da Otricoli a Roma, con il vento addosso verso Motodays 2010. Itinerario da Otricoli (Tr) a Roma suggerito dal Gentlemen’s Motor Club della Capitale, un percorso immerso fra sapori e storia.
Nella punta meridionale dell’Umbria, dove l’antica via Flaminia apriva le porte a Roma, si trova un piccolo centro posto su un’altura da cui domina la valle del Tevere: Otricoli.
Il centro abitato attuale sovrasta la valle sottostante ed è immerso tra le verdi colline umbre ricche di storia e tradizione. Ocriculum, l’ antica città romana, ha conservato il fascino che ebbe fin dall’epoca classica: per essa sostarono papi, passarono sovrani e transitarono eserciti; lo stesso Johann Wolfgang Goethe nel suo “Viaggio in Italia” (1786-1788) descrisse questa stupendo luogo con trasporto e competenza naturalistica: “…Valli e valloni, da presso e da lontano, tutto è delizioso (…) Otricoli giace su un colle ghiaioso, accumulato dalle antiche correnti; è costruita con pietre di lava, trasportatevi dall’altra riva …” .
I 36 ettari della sua zona archeologica, inserita in un paesaggio naturale di notevole bellezza, meritano davvero un viaggio, che sarà certo allietato dalla proverbiale accoglienza umbra e dai suoi antichi sapori.
I recenti scavi hanno riportato alla luce insediamenti dell’età del Ferro, alcune necropoli di età orientalizzante (site in località Lupacchini, Cerqua Cupa e Crepafico) e spazi di culto di epoca arcaica ed ellenistica. I materiali provenienti da questi luoghi sono conservati nel nuovo museo Antiquarium di Casale San Fulgenzio, all’interno dell’area archeologica.
Altri buoni motivi per visitare Otricoli sono il Porto dell’Olio, il centro storico, un “castello” i cui elementi qualificanti sono il Palazzo Priorale, attuale sede dell’Antiquarium Comunale e la Collegiata preromanica intitolata a S. Maria Assunta.
(Otricoli)
L’attuale centro abitato di Otricoli si trova sulla sommità della collina che sovrasta l’area archeologica, nello stesso luogo occupato dalle popolazioni preromane: una posizione dominante, su un lungo tratto della valle del Tevere, che imprime all’insediamento urbano l’aspetto di roccaforte da cui derivò il nome. La storia di Otricoli è legata alla sua condizione di castrum speciale, determinata dalla sua importante posizione strategica: un castello umbro lambito dal Tevere e attraversato dall’antica Via Flaminia. L’attuale centro storico risulta particolare conservando, all’interno della cinta muraria altomedievale, edifici e monumenti di epoche storiche anche molto lontane tra loro che vanno dall’età medievale fino al novecento.
L’elemento più qualificante del “castello” è il suo centro caratterizzato dalla presenza di due profferli di tipo viterbese, da grandi palazzi rinascimentali e altomedioevali e soprattutto dalla Collegiata preromanica dedicata a S. Maria Assunta e dal Palazzo Priorale, attuale dell’ Antiquarium Comunale.
Il nostro viaggio parte dal centro storico di Otricoli dove, dopo aver visitato tutto quel che questo graziosissimo paesino ha da offrire, ci si mette in marcia per raggiungere Calvi dell’Umbria che dista poco più di dieci chilometri, lungo la Provinciale 71/ Strada del Poggio; all’incirca sedici minuti di percorrenza lungo la provinciale che offre ai motociclisti una “seduta di defaticamento”, non troppo impegnativo né tanto meno soporifero.
Tappa fondamentale per un buon pranzo è presso il ristorante “Il Castello” di Otricoli, dove le specialità locali e l’ospitalità umbra la fanno da padrone…
Si arriva così a Calvi dell’Umbria
L’antica Carbium, è un tipico centro medievale racchiuso entro le mura, le porte e i vicoli tortuosi. Edificato su una roccia calcarea emergente dalle pendici boschive del monte San Pancrazio, domina un suggestivo paesaggio di colline coltivate a viti ed ulivi che spazia fino alla valle del Tevere, al Soratte, ai monti Cimini.
Territorio abitato fin dall’età del bronzo, in epoca romana fu sede di ville rustiche. Compreso nella Sabina longobarda soggetta ai duchi di Spoleto, diviene soggetto alla Santa Sede mediante la donazione del 714 fatta da Liutprando a papa Zaccaria. L’origine del suo nome è incerta. Viene nominato per la prima volta nel 1036 un “fundus carbinianus” dal regesto farfense, come da questa fonte documentaria provengono le prime notizie dell’esistenza di un monastero benedettino di S. Paolo situato fuori del castello di Calvi, delle donazioni fatte all’abbazia di Farfa e delle controversie cui diedero origine.
Nei secoli XII, XIII e XIV Calvi è un territorio soggetto alla Chiesa alla quale vengono pagate le decime raccolte presso il monastero di S. Paolo e le chiese di S. Salvatore, S. Andrea, S. Pancrazio, S. Lucia, S. Lorenzo, S. Maria. Nella prima metà del XIII secolo subisce il predominio di Narni a cui nel 1282 rinnova l’atto di sottomissione; nel 1342 rifiuta di soggiacere alle imposizioni del Rettore del Patrimonio di san Pietro e rivendica presso il papa la sua indipendenza da esso.
Dal XIV secolo fino 1860 è una comunità dello Stato della Chiesa nell’ambito del quale gode di un’ampia autonomia amministrativa che non subisce sostanziali limitazioni, neanche durante il vicariato di Renzo de’Ceri di Anguillara e dei suoi successori che, iniziato nel 1527 termina nel 1572. Dal XIII secolo la vita della comunità viene regolata dagli statuti più volte riformati in base ai quali vengono nominate le magistrature. Nel 1527 subisce l’assedio dei Lanzichenecchi che incendiano il convento francescano di S. Berardo e la chiesa allora dedicata a S. Vittoria e lasciano nel territorio le devastazioni conseguenti alle depredazioni e alla pestilenza.
Dal 1577 il territorio della comunità, per la sua posizione di confine viene alternativamente assegnato alle province dell’Umbria e della Sabina. Nel 1798 le truppe francesi del generale Mathieu entrano a Calvi per una breccia praticata nel muro di cinta del convento delle Orsoline. Sconfiggono quelle napoletane che vi erano stanziate e perpetrano saccheggi e devastazioni. Durante la repubblica romana viene assegnato al dipartimento di Spoleto, dal 1800 al 1827, quando viene accorpato definitivamente all’Umbria, subisce varie vicissitudini politiche e amministrative, fino all’annessione al Regno d’Italia che avviene con il plebiscito del 5-6 novembre del 1860.
Per quanto riguarda il contesto ambientale, esso si caratterizza a prima vista per la compattezza e l’estensione di boschi incontaminati, posti sui monti e sui colli circostanti verso il Tevere; un’oasi di intenso verde: ombreggianti pinete, secolari querce, verdeggianti lecci.
Dal punto di vista dell’animazione molto vasto e diversificato è il programma degli eventi e delle manifestazioni organizzate da Enti e Associazioni volontaristiche del territorio. Tale programma riguarda in particolare la valorizzazione e la promozione delle “tipicità” di Calvi, soprattutto enogastronomica e artigianato come il Festival Europeo della Cucina Tipica, la sagra della pasta fatta in casa, festa della birra, sagra del cinghiale, mostra di florovivaismo, festa dello sport, ma anche, rievocazioni storiche, eventi culturali e festività religiose.
(Calvi dell’Umbria)
(Calvi dell’Umbria)
Da Calvi si procede sulla strada provinciale 54, che offre panorami meravigliosi, costeggiando le colline intorno e che dopo aver attraversato Civita Castellana, Sant’Oreste e Rignano Flaminio, si congiunge con la Flaminia, per poi prendere il Raccordo Anulare ed arrivare alla Nuova Fiera di Roma, dove aspetta MOTODAYS 2010.
Il Gentlemen’s Motor Club di Roma è uno fra i più grandi e attivi Moto Club presenti in Italia e ogni anno offre a tutti gli appassionati un fitto calendario di week end sportivi organizzati sul circuito “Piero Taruffi” di Vallelunga che si trova a Campagnano di Roma.
Il sodalizio romano nasce nel lontano 28 Giugno del 1958 ad opera del Dott. Ennio Giacobetti, grande appassionato di motori che iniziò la sua attività di promotore sul circuito romano che si era da poco trasformato da ippodromo ad autodromo.
La prima manifestazione fu il Motogiro del Monte Aguzzo (una motoregolarità regionale) che si tenne il 12 Marzo 1959 e l’attività del Club si concentrava principalmente sul settore auto, sebbene qualche timido accenno per le due ruote si era già iniziato a vedere.
Successivamente l’attenzione si focalizza esclusivamente sulle motociclette iniziando così un percorso inarrestabile di crescita che dura oramai da oltre cinquant’anni e che ha visto culminare l’impegno del sodalizio romano prima nell’organizzazione per quattro anni consecutivi del MONDIALE ENDURANCE e, successivamente, nei due appuntamenti romani del MONDIALE SUPERBIKE.
Tante sono state le novità che il Gentlemen’s Motor Club di Roma ha portato avanti, basti pensare al Ducati Day, che ebbe il battesimo nel Giugno del 1989 e che divenne un appuntamento irrinunciabile per gli amanti della bicilindrica di Borgo Panigale. I più grandi campioni passarono, all’inizio della loro carriera, per Vallelunga e per il Gentlemen’s; campioni del calibro di Valentino Rossi, Marco Meandri, Loris Capirossi, Davide Brivio e tanti altri.
Oggi portiamo avanti, sempre con la stessa passione, il TROFEO DEL CENTAURO che rivive di una nuova primavera; il TROFEO SUPERTWINS, riservate alle bicilindriche e la ROADSTER CUP, competizione che vede impegnate le naked.
Annoveriamo fra i nostri soci due giovani promesse del motociclismo italiano, ossia: Niccolò Canepa e Michel Fabrizio, impegnati su fronti differenti e che hanno raccolto successi diversi.
La storia e le attività di uno fra i più grandi Moto Club d’Italia è troppo lunga e si snoda lungo un periodo storico che ha visto enormi trasformazioni, il tutto rende estremamente difficile la sintesi, ma una cosa è certa, la passione è rimasta la stessa!



