a cura di Redazioneil martedì, 17 novembre 2009, ore 02:11
People@Motodays – Enrico Folegnani lavora nel settore motociclistico da oltre 30 anni, è stato responsabile tecnico per piloti come Fred Merkel, Carlos Lavado, Aaron Slight, Troy Corser, Tetsuya Harada, Piefrancesco Chili, Haruchica Aoki, Max Biaggi e altri ancora. Ha vinto 3 titoli mondiali con Harada, Corser e Biaggi. Dopo l’attività racing ha lavorato come Responsabile Ricerca e Sviluppo per Mondial Moto (modello Piega) e Bimota (modello DB5). Attualmente oltre alle consulenze in ambito Racing, progetta e realizza con un suo marchio (EFC) accessori per moto (per adesso stradali) e non, in carbonio e materiali compositi.
Enrico racconta in esclusiva a People una storia di tredici anni fa: i protagonisti sono lui, Corser e Daytona.
- Beh! In circa 25 anni di corse sono state tante le volte che, tanti gli episodi che potrei raccontare ma da qualche parte devo pur cominciare.
Daytona, la mitica 200 miglia ma anche il Rolex Daytona….. quello della pole position!
Quella volta che nel Marzo 1996 eravamo a Daytona per la 200 miglia con la Ducati ufficiale. Allora ero il capo meccanico di Troy Corser ed era la seconda volta che andavamo lì, avevamo esordito nel 1995. Durante le prove ci esercitavamo con il pit stop che per la 200 miglia è necessario e molto importante e se ne devono fare due come per la Formula 1. Per tutti noi era solo la seconda volta , bisognava cambiare entrambe le ruote e riempire il serbatoio di benzina e quest’ultima fase era quella che rubava più tempo. Ci sentivamo comunque pronti per fare bene, pronti ad affrontare il turno decisivo per attaccare la pole position. Considerato che i box sono piuttosto lontani dall’ingresso pista abbiamo deciso di portarci sulla Pit Lane con 10 minuti di anticipo per avere il tempo di riattaccare le termocoperte. Mettiamo in moto e la moto comincia a rattare, a scoppiettare, un cilindro non ne voleva sapere di funzionare bene, momenti nei quali è facile farsi prendere dal panico. Da subito abbiamo capito che si trattava di un problema elettrico. E’ vero che le moto sono due e che sono uguali ma in ogni circuito c’è sempre quella che il pilota preferisce e che sente più sua. Qualcuno è corso a prendere le candele, qualcun altro correva senza sapere dove andare, sono momenti nei quali ti parte un dolore allo stomaco e il cuore accelera come se fosse privo di limitatore, vuoi fare tutto il possibile nel più breve tempo e non è facile. Nel 1996 avevamo ancora l’Eprom con i piedini, abbiamo provato a sostituirlo ma niente da fare, la moto non ne voleva sapere di funzionare bene. Allora abbiamo preso un cablaggio completo nuovo e, senza eliminare quello vecchio, l’abbiamo steso fuori dal telaio al lato della moto fissato con un mucchio di fascette e collegato a tutte le periferiche.
Abbiamo fatto ripartire la moto e questa volta suonava come un violino, mamma mia che spavento, siamo stati tutto il turno con il cuore in gola dalla paura che da un momento all’altro la moto si fermasse invece……. Troy Corser è riuscito a prendersi la Pole Position e l’ambito premio che a Daytona è un bel Rolex Daytona in acciaio dedicato.
Mi aveva promesso che se avesse rifatto la pole un’altra volta l’orologio l’avrebbe regalato a me ……………… non siamo più andati a Daytona!!!!



