a cura di Redazioneil mercoledì, 25 novembre 2009, ore 12:11
People@Motodays - 1.300.000 vittime sulle strade ogni anno, tra cui, purtroppo, sicuramente anche tanti motociclisti. La F.I.M. ha evidenziato le problematiche legate alla circolazione in moto nella prima conferenza ministeriale sulla sicurezza stradale delle Nazioni Unite.
Un palcoscenico importante, atto a rendere consapevoli le autorità che gestiscono la drammaticità dei numeri circostanziati. “La sicurezza stradale è una delle principali preoccupazioni e richiede un intervento immediato da parte della comunità internazionale”. Così si è espresso il presidente russo Dmitry Medvedev che ha aperto la prima conferenza ministeriale sulla sicurezza stradale, a Mosca.
Medvedev ha parlato di un vero e proprio flagello che ogni anno provoca oltre un milione e trecentomila morti sulle strade. Uno stillicidio quotidiano che richiede misure urgenti, coordinate anche dagli organismi internazionali, quali le Nazioni Unite e la Comunità Economica Europea. Il direttore generale della F.I.M. (Federazione Internazionale di Motociclismo), Guy Maitre, ha presentato un dossier che, oltre ad elencare i maggiori rischi per l’incolumità dei motociclisti, propone anche l’adozione di una serie di correttivi che possano migliorare la nostra sicurezza. A partire dal rinnovamento delle infrastrutture, perché troppo spesso gli incidenti sono provocati – o resi più drammatici nelle conseguenze – dalle pessime condizioni delle strade e da scelte urbanistiche alquanto discutibili, che non tengono in considerazione i soggetti più deboli (pedoni, ciclisti e motociclisti).
Guy Maitre ha posto in rilievo l’importanza della partecipazione della F.I.M. alla conferenza: “La nostra famiglia ha 101 federazioni nazionali che rappresentano i motociclisti in tutto il mondo. La nostra missione va al di là dello sport, ha l’obiettivo di tutelare i motociclisti e la loro sicurezza sulle strade.”

