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Quella volta che…Lavado ed io in Belgio

a cura di Redazioneil giovedì, 21 gennaio 2010, ore 10:01

LavadoFolegnani200People@MotodaysEnrico Folegnani lavora nel settore motociclistico da oltre 30 anni, è stato responsabile tecnico per piloti come Fred Merkel, Carlos Lavado, Aaron Slight, Troy Corser, Tetsuya Harada, Piefrancesco Chili, Haruchica Aoki, Max Biaggi e altri ancora. Ha vinto 3 titoli mondiali con Harada, Corser e Biaggi. Dopo l’attività racing ha lavorato come Responsabile Ricerca e Sviluppo per Mondial Moto (modello Piega) e Bimota (modello DB5). Attualmente oltre alle consulenze in ambito Racing, progetta e realizza con un suo marchio (EFC) accessori per moto (per adesso stradali) e non, in carbonio e materiali compositi.
Enrico ci racconta in esclusiva un aneddoto legato alla sua attività.

“Questa volta siamo nel 1990,  protagonista del Campionato Mondiale gp250 è la Yamaha e John Kocinski, giovane e alquanto bizzarro pilota americano che alla fine della stagione vincerà il titolo.
In quell’anno ero in forza al Team Greco, con le Aprilia e i piloti erano: il grande Carlos Lavado , con la RSV ufficiale e il bergamasco Renzo Colleoni (discendente della famiglia dei tre p..le) con l’Aprilia RS privata.
Per chi non lo ricorda, Carlos Lavado è stato Campione del Mondo 250cc per due volte, nel 1983 e nel 1986 con la Yamaha del Team Venemotos. Carlos è stato uno dei pochissimi piloti che, anche quando aveva una decina di secondi di vantaggio continuava a tirare come un forsennato, tanto che ruzzolava per terra buttando al vento una gara fino a quel momento totalmente nel suo polso destro.
Altre importanti caratteristiche erano l’enorme simpatia, la velocità sul bagnato ed una staccata veramente micidiale.
Tanto micidiale che, siamo in Belgio a SPA Francorchamp e, tra il turno del mattino e quello pomeridiano io e Carlos ci troviamo poco lontani dal box e stiamo chiacchierando a proposito delle prove mattutine.
Il parcheggio paddock di SPA è molto inclinato e noi ci trovavamo nella parte alta quando noto che John Kocinski stava risalendo lentamente il paddock portando su una spalla un casco.
Una volta arrivato vicino a noi, estrae il suo casco dalla copertura, lo porge a Carlos e gli dice:” Tu sei il mio eroe, ho provato più volte a frenare dove freni tu e sono sempre andato dritto, sei davvero incredibile, come fai?? “.
Carlos con naturalezza lo ha ringraziato per il casco e ha evitato di rispondere alla domanda ricordandogli che in verità era lui quello veloce, quello da battere!
E’ stato come assistere ad un passaggio di consegne tra un grande “vecchio” campione degli anni 80 al “nuovo”giovane talento per gli anni 90.
Già si parlava nel paddock di John come di un tipo singolare, strano, introverso e poco socievole per cui questa scena mi colpì in modo particolare, è stato come se si fosse tolto il cappello davanti al più grande “staccatore” della 250!!
Per la cronaca, la gara partì in condizioni di bagnato e fu vinta da John Kocinski, Carlos finì quarto, dietro John, il belga De Rodigues e lo spagnolo Cardus“.


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