a cura di Redazioneil mercoledì, 17 marzo 2010, ore 01:03
People@Motodays – Massimo Laverda agli inizi degli anni 70 credette fortemente nel successo delle moto di grossa cilindrata e nel 1967 debuttò con la Laverda 650 GT, commercializzata nel mercato americano con il marchio “American Eagle“. Seguirono poi la 750 GT e la 750 S prima versione (1970). La 750 SF prima versione (1971 -1972) con linee più slanciate e quasi definitive del marchio Laverda. Proprio la 750 SF bicilindrica decretò il successo della casa di Breganze divenendo presto una leggenda ambita in tutto il mondo. Contemporaneamente, nel 1972 fu realizzata la prima moto Gran Turismo di cilindrata superiore, la Laverda 1000 cc tre cilindri, nata per contrastare lo strapotere della Honda 750. La Laverda 1000, più leggera, montava nella prima serie freni a tamburo, sostituiti nel 1974 dai più moderni e affidabili freni a disco. Del 1000 cc furono prodotti 3 modelli che si perfezionarono nel 1978 con la nuova Jota, più compatta ed elegante, ma sempre aggressiva, la Jota fu all’inizio prodotta per il mercato inglese.
Il concetto della Jota 1000 ricalcava lo stile delle moto inglesi degli anni passati e non introduceva nulla di nuovo. Il grosso motore tre cilindri era incastonato nel telaio in posizione molto elevata, con conseguente pessimo centro di gravità; il motore comunque aveva un alto rapporto di compressione e due alberi a camme in testa, non male per una moto italiana di quell’epoca. Ciclisticamente era montata una forcella Marzocchi, che stentava anche sulle minime asperità, coadiuvata da un telaio dai tubi troppo sottili per sopportare i 250 Kg di peso della moto. Altra peculiarità della Laverda Jota erano le forti vibrazione che massaggiavano continuamente mani e piedi, ma tutte queste caratteristiche la rendevano una moto in grado di trasmettere sensazioni uniche nella guida.
motoinfo.it



