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MotodaysVintage. Kawasaki 500H1B al Motodays 2010

a cura di Redazioneil mercoledì, 9 giugno 2010, ore 04:06

MotodaysVintage

Kawasaki 500 H1B

1972 – Primo modello della 500 a 3 cilindri con freno a disco e unica versione con accensione a puntine (Gianfranco Pepe)

Motore
3 cilindri
Cilindrata
498 cc
Carburatore
3 Mikuni VM 28 mm
Cambio
5 rapporti
Peso a vuoto
174 kg
Trasmissione
A catena
Sospensioni
telescopica anteriore, due ammortizzatori posteriore
Ruote
raggi, ant. 3,25×19, post. 4,00×18
Velocità
190 Km/h
MotodaysVintage vi accompagnerà verso Motodays 2011, riproponendo tutte le moto d’epoca esposte nel corso dell’edizione di quest’anno (11-14 marzo). E’ la prima Kawasaki 500 con freno a disco e l’unica ad aver montato le puntine al posto dell’accensione elettronica, ma andava talmente male (le candele si bagnavano spessissimo e si imbrattava con grande facilità nel traffico) che dopo quell’esperimento fallimentare con le successive si è tornati alla più affidabile accensione elettronica. Resta il fatto che, nonostante non sia il modello più riuscito della gamma, ha un discreto valore nel mercato d’epoca dove non si trova generalmente a meno di 6.000 euro. Potenza 60hp a 7500 rpm coppia 5,85 kg m a 7000 rpm e velocità max intorno ai 190 orari.


4 Commenti a “MotodaysVintage. Kawasaki 500H1B al Motodays 2010”

  1. Gino Gino scrive:

    Bellissima, veramente incredibile. Viene voglia di farci un giro

  2. Roberto Roberto scrive:

    E’ bellissima ma personalmente preferisco la verdona, esteticamente è tut’alta cosa eppoi andava anche meglio

  3. motom48 motom48 scrive:

    Un salto nel passato!
    Ho avuto una delle prime 500 arrivate in Italia nell’anno 1969. Era a due toni nero e grigio scuro. Andava fortissimo per l’epoca ma il motore era poco trattabile. Entrava in coppia quasi di colpo. La tenuta di strada era approssimativa. All’epoca cambiai i due ammortizzatori posteriori con due Girling e misi olio 90 nella forcella. Così migliorai la tenuta ma dovetti togliere il cavalletto centrale perché poi toccava per terra nelle curve. Anche i freni erano approssimativi. Si cambiava il materiale d’attrito con il Ferodo Verde da corsa e un po’ la situazione migliorava. Dopo poco più di un anno d’uso, un paio di impennate non volute e conseguenti paure di troppo la vendetti per farmi un bel “pesante” V7.

  4. Redazione Redazione scrive:

    Grazie a tutti per i contributi, avete altre storie legate a questa moto? La Redazione

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