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Raddoppiate in sette anni le donne motocicliste a Milano

a cura di Redazioneil giovedì, 16 settembre 2010, ore 05:09

People@Motodays – Sappiamo di essere ogni giorno di più, con il piacere di tutti noi. Ma, effettivamente, ad un dato così specifico sulle donne non ci avevamo ancora pensato. Eppure, come abbiamo scoperto su un interessante articolo del corriere della sera a cura di Federica Cavadini, le donne sono sempre più bikers e sempre meno “zavorrine“. È una questione matematica. Muoversi a piedi a Milano è un lusso per pochi, l’auto è improponibile se devi rispettare un orario, i mezzi vanno bene per casa- ufficio e ritorno ma se gli spostamenti sono più di due i tempi si allungano troppo. Le giornate si ingarbugliano facilmente, una commissione in più e il ritardo cronico diventa ingestibile. Chi può si muove su due ruote, e se il raggio d’azione supera i due chilometri meglio le due ruote con motore. Meglio uno scooter, un motorino, una moto. Meglio anche per le donne, siano studentesse, mamme, professioniste: tempi dimezzati, niente multe e preziosi minuti persi nella caccia al parcheggio, addio stress da traffico. Non c’è microcar che regga il confronto.

Sono arrivate a questa conclusione migliaia di donne milanesi, comprese signore che fino a ieri non ci pensavano neanche lontanamente a rinunciare al comfort e all’autonomia dell’auto. Oggi l’autonomia è la motocicletta e sul comfort, dall’invenzione della copertina coprigambe in avanti, ci si sta lavorando. Sotto caschi di colori pastello e accessori maculati si scoprono insospettabili motocicliste adulte, ai semafori affiancano professioniste con la 24 ore fra le caviglie, mamme con i bambini aggrappati alla schiena, signore con le borse cariche di spesa, ci sono dottoresse, avvocati, architetti, impiegate.

Oggi a Milano sono più di ventimila le donne che si spostano in moto, sette anni fa erano la metà. Nello stesso arco di tempo i maschi motorizzati sono aumentati «solo» del 30 per cento. Il dato lo fornisce l’Aci ed è relativo al solo Comune di Milano: «In realtà le donne motorizzate sono molte di più, perché in questa statistica sui motoveicoli iscritti al Pra non compare chi guida un “cinquantino”, il dato riguarda le moto con targa, di cilindrata superiore a 100. E poi non si contano le donne che utilizzano mezzi intestati al marito o a società», spiegano all’ufficio statistiche.

Fra le ventimila motocicliste urbane le «centaure» con la passione dei motori sono una minoranza. La maggior parte non salirebbe su un bolide di grossa cilindrata nemmeno come passeggera. Arrivano allo scooter per necessità e lì si fermano. Del mezzo che guidano spesso conoscono soltanto il tasto dell’accensione; hanno imparato a metterlo sul cavalletto, anche in tailleur e tacco a spillo, e a fare il pieno dal benzinaio. Nient’altro. «La moto per queste milanesi è una risorsa, e viceversa. Infatti adesso si trovano scooter pensati per le donne, più leggeri e maneggevoli, a ruota alta, di piccola e media cilindrata, ne hanno proposto persino uno rosa. Fino a qualche anno fa c’erano soltanto la Vespa, lo Scarabeo e pochi altri», spiega Filippo Scimone, ideatore del portale www.scootermilano. it, che nel virtual club sul sito ha raccolto un numero inaspettato di iscritte

Le aziende specializzate in abbigliamento tecnico e accessori da moto hanno scommesso e stravinto sulle nuove clienti. «Lavoriamo con un target urbano di professionisti e il nostro pubblico femminile si è ingigantito. Dieci anni fa la quota rosa del venduto era del 10, oggi arriva al 40 per cento», spiega Francesco Colombo, uno dei fondatori della Tucano Urbano, l’azienda che ha lanciato il termoscud, lo strategico coprigambe, ma ormai propone una linea completa, dagli stivali rinforzati per la leva del cambio al blazer classico ma con l’inserto rifrangente sul collo, perché l’idea è quella di poter scendere dalla moto e entrare in ufficio senza cambiarsi d’abito, per le donne non è un dettaglio da poco. Viaggiano con foulard e guantini di lana soltanto le neofite, le scooteriste più navigate si riconoscono dalla scelta degli accessori tecnici. Nessuna comunque rinuncia al trucco della moto, ormai a Milano anche quelle delle signore restano ferme sotto casa giusto nelle giornate di neve.


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